Post in collaborazione con Philips Avent

Come promesso vi racconto come è andato l’incontro sull’allattamento organizzato da Philips Avent a Bimbinfiera, incontro a cui sono stata invitata in occasione della Settimana mondiale dell’allattamento.

Io sono una grande sostenitrice dell’allattamento al seno: ho allattato Gaia fino a 18 mesi e spero di fare altrettanto con Leila. Con Gaia ho smesso solo perché ero già incinta di Leila e avevo sentito pareri contrastanti sul fatto che facesse bene o male allattare in gravidanza. Come spesso accade infatti le informazioni sono discordanti e a volte anche i professionisti la pensano in modo differente su determinati argomenti.

Non nascondo che non è sempre stato facile allattare: ragadi dolorosissime, ingorghi mammari con febbre, problemi di attacco corretto al seno e così via, ma la forza di volontà, la consapevolezza e sicuramente anche un po’ di fortuna mi hanno aiutata a superare queste difficoltà.

Forza di volontà perché le volte che mi sono ammalata e ho dovuto prendere farmaci non compatibili con l’allattamento ho usato per giorni il tiralatte per evitare che mi andasse via, così ho potuto riprendere non appena sospesi i farmaci. Le volte invece che sono dovuta andar via per lavoro mi sono tirata il latte per giorni per lasciarne una quantità sufficiente surgelata.

Consapevolezza perché al corso pre-parto mi hanno illustrato i numerosi benefici dell’allattamento

Fortuna perché il latte mi è arrivato subito, perché sono stata circondata da persone che mi hanno sostenuta e spronata ad andare avanti e perché non ho avuto grandi problemi che mi hanno impedito di allattare.

L’incontro a cui ho partecipato è stato tenuto dal Dott. Giustardi, Pediatra e Neonatologo, e dalla Dottoressa Stablum, Infermiera pediatrica, che hanno anche risposto alle tante domande della platea.

dottor giustardi pediatra

Ecco i punti salienti e le curiosità:

  • allattare anche in gravidanza non porta nessuna problematica al nascituro ma continua invece ad apportare i suoi benefici sia al bambino allattato che alla madre
  • Il bonding, ovvero il contatto pelle a pelle, è molto importante nello stabilire il legame tra genitori e figli fin dai primissimi minuti dopo la nascita. Questo tipo di contatto calma il bambino e stimola la produzione di latte nella mamma: se l’allattamento parte bene da subito tutto sarà più semplice. Questo vale anche per le mamme che hanno avuto un parto cesareo e per le quali a volte l’allattamento tarda un po’ a partire. Io con Gaia purtroppo non ho potuto avere questo contatto il giorno della nascita a causa di piccoli problemi, ma ho recuperato nei giorni successivi e l’allattamento è andato benissimo.
  • Se la mamma non può per vari motivi fare il bonding con il bambino può farlo il papà, sempre pelle a pelle, per stabilire il primo contatto che infonde sicurezza nel bambino. Il papà è inoltre fondamentale per la buona riuscita dell’allattamento in quanto il suo sostegno e la sua convinzione aiutano la mamma a superare le difficoltà.
  • L’alto contatto è fondamentale anche più avanti, tramite la pratica del rooming in (tenere il bimbo in stanza con sé) e l’utilizzo della fascia. Tutte cose che faccio volentieri in modo naturale perchè seguono il mio istinto.
  • Il contatto è importante anche per le mamme che danno il latte artificiale con il biberon: toccare il bimbo, parlargli con voce dolce, avere con lui un contatto visivo.
  • No alle aggiunte di latte artificiale, soprattutto di sera! Io ci sto passando adesso per la seconda volta e chi c’è passato non può dimenticarlo: i primi mesi sono un incubo, praticamente non si dorme! Quando riesco a dormire due ore filate mi sembra un sogno e mi sento già rigenerata! Ci hanno spiegato che di notte i bambini fanno tanti “piccoli dessert”, tante poppate brevi, perché poi si addormentano senza essere sazi e si risvegliano poco dopo. La prolattina viene prodotta principalmente di notte quindi è bene non saziare il bambino con il latte artificiale perché altrimenti non stimolerebbe la produzione notturna di questo ormone.
  • Circa ogni 3 settimane, nei primi mesi, i bambini hanno uno scatto di crescita e mangiano più spesso per stimolare il seno a produrre più latte. Quindi se prima poppavano circa ogni 3 ore poi potrebbero farlo ogni ora. Non dobbiamo pensare che sia a causa della mancanza di latte e introdurre quello artificiale: il bambino ci sta solo chiedendo di aumentare la produzione e adeguarla alle sue nuove necessità. Ricordiamoci che se il bimbo cresce almeno 150 gr in una settimana significa che cresce bene (le mie bimbe hanno avuto settimane da record in cui sono cresciute 500 gr…le mie stelline panciute!).
  • E’ possibile allattare anche quando si ha la febbre, anzi, in questo modo la mamma passa al bambino gli anticorpi prima ancora che questo contragga la malattia.
  • Il ciuccio non interferisce con l’allattamento se questo è partito bene da almeno 15 giorni. Il bambino infatti è già capace di succhiare in quanto si succhia il dito già dalla 12° settimana in pancia!
  • Le colichette del neonato, che lo fanno strillare tutta la notte, sono in buona parte dovute al fatto che il bambino mangia male perché è nervoso o troppo vorace e ingurgita molta aria. Se i genitori si innervosiscono peggiorano la situazione. E’ importante invece cercare prima di tutto di calmare se stessi e trasferire poi questa calma al bambino: tramite il contatto, la voce, le carezze…In effetti una cosa che per noi funziona abbastanza bene, anche se non sempre, è la fascia: Leila si sente contenuta come se fosse ancora in pancia, sente il mio respiro e il battito del cuore e spesso si addormenta.
  • Allattare porta innumerevoli benefici fisici ai bambini (minor rischio di infezioni, obesità e allergie, migliora lo sviluppo intestinale e riduce il rischio di occlusioni e gastroenteriti) e alle mamme (favorisce la perdita del peso assunto in gravidanza, diminuisce il rischio di tumori al seno e all’ovaio e di osteoporosi)

E’ vero, l’informazione fa tanto, è importantissima: spesso senza un adeguato sostegno l’allattamento non va a buon fine ma, al contrario, è anche vero che non bisogna sentirsi delle “cattive mamme” se non ci si riesce. Una mia cara amica ha fatto di tutto per riuscire ad allattare il suo bimbo, ma di latte ne aveva proprio pochissimo. Certo, è una situazione rara, ma esiste, ed è giusto che queste mamme non si sentano in colpa o non all’altezza. Quindi, attenzione a quando si dice “Tutte le mamme possono allattare”, si sta colpevolizzando quelle donne che invece vorrebbero allattare ma non possono.

Tirando le somme, quando penso a tutto quello che significa essere genitori, alla bellezza e alla difficoltà di questo momento e dei prossimi a venire, mi viene in mente una frase che trovo profondamente vera “Nessuno ha detto che sarebbe stato facile, ma solo che ne sarebbe valsa la pena”.

allattamento seno mamma bambino

 

Allattamento: dubbi, problemi, soluzioni e curiosità… ultima modifica: 2017-10-19T11:14:36+00:00 da irene sofia
FacebooktwitterpinterestmailFacebooktwitterpinterestmail